
Sebbene l'idea di utilizzare veicoli aerei senza pilota (UAV) in agricoltura non sia nuova, l'impiego diffuso dei droni nel settore ha avuto inizio solo all'inizio del XXI secolo.
Considerato il primo drone agricolo, l'R-50 è stato sviluppato dal produttore giapponese Yamaha nel 2000 per l'analisi dei campi e la mappatura delle colture. Ma è stato solo nel decennio del 2010 che l'uso dei droni è diventato più ampiamente accettato, grazie ai progressi tecnologici e finanziari che hanno reso i droni più accessibili e accessibili agli agricoltori.
Ecco una cronologia con maggiori dettagli:
Inizio anni 2000: inizio dello sviluppo e della sperimentazione dei droni per applicazioni agricole.
2006: Nel 2006, Yamaha ha lanciato la R-50, una svolta notevole.
2011: I progressi tecnologici e la loro convenienza hanno favorito l'uso diffuso dei droni in agricoltura.
Dagli anni 2010 in poi: a partire dagli anni 2010, i droni sono stati utilizzati anche per altri compiti oltre alla mappatura, come l'analisi dei dati, il monitoraggio e l'irrorazione delle colture.
È importante tenere a mente che la tempistica esatta può cambiare a seconda dell'applicazione e della posizione. Prima del 2010, alcuni early adopter utilizzavano i droni per scopi specifici, mentre altri settori dell'economia sono stati più lenti ad adottare la tecnologia.
Nel complesso, i primi anni del 2000 hanno gettato le basi per l'impiego dei droni in agricoltura, mentre gli anni 2010 hanno rappresentato un periodo di crescente utilizzo dei droni e di ampliamento degli impieghi in questo settore in rapida evoluzione.












